Ponte del Diavolo

da Filippo Tuccimei

Ponte del Diavolo

Ecco un itinerario che incarna perfettamente l’ideale di weBeach, acqua, sport e cultura. Vi portiamo alla scoperta del meraviglioso Ponte del diavolo, in un'oasi naturale nelle vicinanze di Lanzo Torinese (TO). 

Parcheggiate qui, ci sono 20 posti ed altri 10 sulla strada principale. Prendete il sentiero facile che costeggia un torrente laterale dello Stura e in 5 minuti vi porta intuitivamente fino al Ponte del diavolo: noi siamo stati accolti da questo simpatico roditore ;)

Scoiattolo al Ponte del diavolo

Il sentiero è comodo e, anche se vi sono alcuni scalini da fare, alcuni arrivano in spiaggia con le bici. Si avvicina al maestoso ponte gradualmente, lasciandovelo scoprire da varie prospettive.

Il Ponte del diavolo, con un'altezza di 16 m e una lunghezza di 65, è uno splendido esempio di struttura medievale a schiena d'asino. Fu eretto nel 1378 per collegare Lanzo e le sue valli con Torino e finanziato, si racconta, imponendo una tassa sul vino per dieci anni.

Notate la porta eretta sull’arcata del ponte verso la falesia: fu fatta costruire nel 1564 per evitare che forestieri portassero a Lanzo la peste diffusasi nella zona di Avigliana. O forse per tenere lontano il diavolo

La leggenda vuole infatti che la comunità locale, preoccupata dal crollo di due precedenti strutture, stringesse un patto col diavolo in persona perché fosse lui stesso a costruire un ponte indistruttibile, e che, nello stesso tempo, lo tenesse lontano dalle anime di Lanzo. In cambio, tuttavia, della prima anima che avesse attraversato il ponte, che sarebbe stata data al demonio. Così fu, il ponte fu eretto solido ma i Lanzesi giocarono d’astuzia e fecero transitare un cane per primo. Il diavolo, adirato, avrebbe raggiunto Lanzo con un solo passo aggirando il ponte. Un passo di tale violenza da lasciare delle profonde orme nella roccia rossastra in sponda sinistra, le caratteristiche "Marmitte dei Giganti".

Memori di tali racconti i Lanzesi trovarono forse un motivo in più per costruire la porta.

Le Marmitte dei Giganti sono in realtà fenomeni geomorfologici risalenti all’era quaternaria: erosione della roccia causata dall'acqua in uno scenario completamente diverso dall'attuale.

Il fenomeno è evidente nella piscina naturale che si crea subito a monte del ponte, in sponda sinistra, ma vi sono varie marmitte più piccole dietro la cappella di San Rocco, situata ad una estremità del ponte.

Con i colori del primo mattino questo posto esprime il suo meglio: percorrete il ponte con un occhio all’alta falesia su cui poggia, di un caldo colore rossastro. Qui gruppi di appassionati arrampicano. Il verde cristallino del fiume sottostante e la rigogliosa vegetazione completano l’ampio spettro di colori.

Arrampicata al Ponte del Diavolo

Subito a monte del ponte, in destra orografica, una grande spiaggia di ciottoli e sabbia, con ampie zone di ombra naturale, si estende per 100 m fino ad una fragorosa serie di rapide.

Spiaggia del Ponte del Diavolo

La Spiaggia del Ponte del diavolo 

 

Il fiume, infatti, si divide più a monte per ricongiungersi, in un tripudio di rapide, spettacolari alla vista e all'udito. Questo rende il posto ventilato e ideale per le giornate afose.

Tripudio di rapide - Ponte del Diavolo

Dove il fiume scorre rapido usate cautela: evitate i bagni, soprattutto dei bambini non accompagnati e senza aver completamente digerito. In prossimità di entrambe le sponde, proprio sotto al ponte, si creano due punti più riparati dove la corrente è più docile: una è proprio la marmitta dei giganti dove i ragazzi si tuffano dalla roccia rossastra.

Questo posto è di tutti, godetevelo e rispettatelo come fareste con una bella donna: concedetevi qui un picnic da re, ma ripulite con cura tutto prima di andarvene.

 
 

Ancora cultura? Visitate la  Sacra di San Michele: è a un’oretta dal Ponte del Diavolo ma offre una vista mozzafiato che arriva fino alla città di Torino. 

Sacra di San Michele 

 Sacra di San Michele - By Mongolo1984 - Own work, CC BY-SA 4.0

 

Sulla strada che porta alla Sacra potete dormire, anzi rigenerarvi, alla  Certosa 1515, un convento francescano del 1515 immerso nel bosco, per secoli luogo di riflessione, silenzio e preghiera.

La Certosa

 La Certosa - facciata

La Certosa - patio 

La Certosa - patio

Noi, una famiglia di 5 persone, abbiamo speso 100 euro per una notte in Bed & Breakfast. C’è anche un ristorante con bella vista sui laghi di Avigliana.

Acqua, sport, cultura e buona cucina, scopri gli itinerari weBeach!


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