Il guru dei torrenti

da Filippo Tuccimei

Il guru dei torrenti

Fare il guru dei torrenti? Lasciate perdere.. un lavoraccio proprio!...

«Sono uno scrittore di libri sulle spiagge di fiume, posti da sogno alla portata di tutti!». Parto sempre con la descrizione breve … ma la perplessità dipinge inequivocabilmente lo sguardo degli interlocutori e si palesa con una serie di domande che portano via un quarto d’ora …

Il Guru dei torrenti?!

«Ma nooo l’acqua non è sporca, sono fiumi che scorrono in valli sostanzialmente disabitate e prive della mano inquinante dell’uomo…»

paesaggi da paura

«Ahh fiumi di montagna quindi … devo portarmi la muta?!»

«Ma nooo, l’acqua non è fredda, mica vi porto nei ruscelli di alta montagna … siamo sui 300-600 metri di altitudine, le montagne dominano il panorama, ma la temperatura dell'acqua è paragonabile ad alcune zone del mediterraneo!»

«Cioè?»

«Cioè anche le “signore” come te si presentano freddolosamente sospettose ma, una volta entrate in acqua, non le tiri più fuori!»

Spiaggia per signore

«Ma roba di panino con la frittata?!»
«beh vado da raffinati bocadillos integral-vegani e - passando per il panino alla frittata - arrivo fino all’asado argentino in riva al fiume!!»
«Cioè?»
«Cioè ci si organizza un po’, ma poi un Picnic o Barbecue vista fiume sono una delle cose più belle che ci siano!!»
La sassaiola di domande termina sempre con la prova concreta: solo le foto smuovono veramente il bagnante indipendente che è in ognuno di noi …

 

Spiaggia paradiso 

«ammazza, ma dov’è sto paradiso?!»

Comunque è proprio quando si convincono a venire che iniziano le vere difficoltà, quelle sul campo!

Da buon guru vuoi offrirgli il meglio. Il massimo dell’esclusività. Pensi quindi a quella spiaggia che davvero non conosce nessuno, totalmente immersa nella natura, che trasformerebbe qualsiasi animale urbano nel più selvaggio dei robinson crusoe. Vuoi davvero portarli in paradiso (terrestre, s’intende …)!

Il sentiero è stupendo, attraversa quel bosco meraviglioso, e ti catapulta in un’altra dimensione, dove macchine, strade, semafori troppo rossi per essere veri e tutte le frenesie urbane sono solo un vecchio ricordo  …

sentieri

Certo ci vogliono una ventina di minuti e c’è un tratto un po’ pendente, ma con dei sandali tecnici chiusi sul tallone, uno  zaino comodo ed un ombrellone se ci sono dei bambini si arriva comodamente dappertutto … basta essere chiari con i “seguaci”, pensi … 

Ma è proprio in quel momento che squilla il telefono.  

«Ciao Filì allora a che ora ci vediamo? Ah senti non abbiamo molta voglia di sbatterci, andiamo in un posticino facile da raggiungere? non so qualcosa in piano per esempio … Ah c’è anche Gennarino con noi, mi raccomando ombra naturale che altrimenti mi si scotta … Daje che inforco subito le havaianas! ...»

Ecco appunto.

In ogni caso, con matematica precisione, ad ogni zaino tecnico raccomandato equivale, nel migliore dei casi, il borsone a tracolla degno dei migliori anni ottanta, ma più spesso direttamente il giallo accecante del bustone esselunga … 

Poi uno dei peggiori drammi del nostro tempo: L'approccio dell'homo urbanus al sentiero, questo illustre sconosciuto. Il dramma inizia parcheggiando la macchina. D'altronde è l'abbandono dell'ultimo baluardo della civiltà, certo rimane lo smartphone, ma potrebbe non prendere ...

ultimo baluardo di civiltà 

«Ah ma è in discesa? » 

«Ma non siamo un po' alti qui? »

«Quanto ci vuole?» 

Dopo le rassicurazioni del caso, anche le mamme più ansiose si fanno coraggio: come se, invece di un facile sentiero all'ombra del bosco, stessero per iniziare una ferrata K6, puntano i piedi ben incollati al terreno, gambe un po' piegate per aumentare l'aderenza, inforcano con una mano un marmocchio e con l'altra il bustone Esselunga. Faccio notare che forse, specie se la temperatura emotiva sale, converrebbe avere almeno una mano libera. È lì che il bustone Esselunga inizia la sua mutazione e, come per miracolo, si trasforma nel tracollone anni 80!

Ci vorrebbe comunque una terza mano per l'ombrellone (qualità discount ovviamente, un trionfo di plastica di scarso lignaggio). Ed è così che anch'io entro in mutazione ... da guru a Sherpa … 

A questo punto di solito ho:

  • un neonato nello zaino porta bimbi sulle spalle
  • il mio zaino da 50 litri indossato al contrario (sulle spalle c’è il neonato), dove è confluita un'eterogenea fauna di bustoni, proveniente da tutti i supermercati del paese
  • ombrellone pacchetto base infilato nello zaino, tipo freccia dell’arciere, sempre pronta al lancio ..

rimangono pur sempre 2 mani libere, non vogliamo affidare allo sherpa un paio di bambini per mano ?!?

ahahah

Dopo i primi passi la comitiva inizia a rilassarsi, anche se residua qualche timore reverenziale …

«Ma non è che ci sono animali strani in questo bosco qua? E se arrivano i cinghiali? Lupi? … Lupi mannari? Folletti malefici? Alberi animati? draghi?» 

A quel punto anche i bambini intervengono indignati «mamma è l'ultima volta che ti faccio vedere Harry Potter!!»

Fortunatamente il bosco stregato sbuca sempre su una splendida spiaggia, dove ferrate, lupi mannari, e tutto l’universo delle umane paure spariscono nell'acqua cristallina di un fiume tutto per voi. 

Finalmente in spiaggia!

Beh il lavoraccio del guru non è certo finito, deve ora raccogliere la legna, accendere il fuoco e servire ai suoi seguaci un asado vista fiume coi fiocchi.

I seguaci sgranano le pupille increduli di quali tesori dietro l’angolo la natura ci può regalare, si rilassano completamente sdraiandosi sulla sabbia calda cullati dal piacevole gorgoglio del fiume … i bimbi giocano … i folletti malefici si sono trasformati in elfi gentili … il guru finalmente si gongola .. missione compiuta!


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